3.5.11

Un messaggio da Agente Lisa

Agente Lisa scrive a tutti gli allievi e le allieve:

"Cari Allievi Agenti, siamo giunti a maggio e quindi ad una prima valutazione dei blog, si riunirà infatti nei prossimi giorni una apposita commissione chiamata a valutare il vostro lavoro.

Sarà solo una prima valutazione ma sarà una tappa importante.

[...]

Sarebbe bello se i blog continuassero la loro vita, soprattutto in vista di un incarico speciale per i ragazzi che vorranno essere gli “inviati” dell’Agente Lisa.
Il 22 maggio in tutte le questure d’Italia sarà celebrato il 159° anniversario della fondazione della Polizia di Stato (in parole più chiare: la festa della Polizia)
Vi invito tutti a visitare gli stand della Polizia, portate con voi cellulari e macchinette fotografiche, racconterete la festa sul vostro blog e i lavori migliori saranno raccontati sui blog dell’Agente Lisa, sul sito e sulla rivista della Polizia.

Per consentirvi di inviare all’Agente Lisa le vostre foto ed i vostri video abbiamo predisposto un apposito servizio gratuito, basta collegarsi alla pagina:

http://www.agentelisa.it/upload

e seguire le istruzioni.

Ciao e grazie a tutti.
"

25.4.11

La pericolosità di alcool e droga fra i giovani


Il problema dell'alcool e della droga fra i giovani è una realtà sempre più ricorrente fra i giovani d'Italia e del mondo. Così la nostra scuola, in collaborazione con l'Arma dei Carabinieri, la Prefettura e il SerT, ha organizzato un incontro per tutti gli studenti chiamato Scuola Spazio di Legalità durante il quale esperti delle istituzioni citate hanno sensibilizzato i ragazzi sul tema della dipendenza da Droga, Alcool, ma anche Giochi d'azzardo.
La vostra scuola, invece, quali iniziative propone per mettervi a conoscenza di questi problemi?
Commentate in numerosi!

16.4.11

Gli alunni della 2^D con "le mani in pasta"

Cremona, 1° aprile 2011 - Gli alunni della 2^D hanno avuto il piacere di partecipare al primo dei tre incontri del progetto “Le mani in pasta”. Il programma è stato organizzato dalla cooperativa Coop, rappresentata da una dipendente, Simona Platé, la quale ha presieduto il piacevole incontro che si è svolto in classe. La finalità di questi incontri sarà quella di dare agli studenti un senso più ampio di legalità, del loro sentirsi cittadini. Coop è una cooperativa che da più di trent’anni svolge dei compiti in campo sociale, e crea molti lavori per l’educazione. “Le mani in pasta”, appunto, è uno di questi.
Per partire a spiegare come è nato questo lavoro bisogna avere come punto di partenza la Mafia. Non a caso il titolo del progetto è un modo di dire per la criminalità organizzata. La Mafia è presente su tutto il territorio italiano, e non solo, come molti pensano erroneamente, nel Meridione. Questo gruppo di criminalità organizzata si basa sulla famiglia e sull’omertà: tra i mafiosi vige la regola che chi parla è peggio di chi uccide.
Il progetto nasce da un gruppo di soci di questa cooperativa che hanno viaggiato in Sicilia, dove hanno avuto l’occasione di incontrare dei giovani, i quali lavorano in imprese che gestiscono terreni fertili confiscati ai mafiosi. Infatti nel momento in cui un mafioso viene arrestato, tutte le sue proprietà, e quelle appartenenti ai suoi famigliari, vengono confiscate. Questo aspetto è stato sicuramente una delle grandi conquiste della legalità nel nostro paese. Così questi giovani, visti tutti i terreni fertili inutilizzati, hanno chiesto il permesso allo Stato di poterli utilizzare per coltivarli. I nuovi “proprietari” non sono società per azioni o privati che hanno come scopo il guadagno, ma, al contrario, sono cooperative che hanno come obiettivo principale quello del benessere per i cittadini. I prodotti ottenuti dalla lavorazioni di questi terreni sono stati proposti alla Coop per essere venduti nei loro supermercati. Così dopo accurati controlli, le merci sono arrivate negli scaffali dei numerosi punti di vendita Coop.
Dopo questa interessante apertura d’incontro, gli studenti hanno potuto approfondire vari concetti molto importanti. Hanno approfondito il concetto di regole, vedendole come degli accordi tra un gruppo di persone, stipulati allo scopo di aver una buona convivenza, per comunicare, per organizzarsi ... Dalla conversazione si è notato che la maggior parte dei ragazzi era d’accordo nel dire che molto spesso è difficile rispettare le regole, ma nessuno aveva una risposta del perché. Così insieme hanno ragionato sul fatto che molto spesso non sono in grado di rispettare una regola perché non sono informati su di essa; la maggior parte delle volte non sanno chi l’ha creata, il motivo per cui è stata decisa e, come succede molte volte nelle famiglie, una regola viene imposta senza essere stati interpellati. Sono seguiti numerosi esempi e interventi, e anche con un tono polemico il discorso sulle ormai “famose macchinette” del Beltrami. La conclusione di questa “discussione”, già ampiamente dibattuta in vari contesti, è stata che in realtà gli studenti non conoscevano bene le basi del cambiamento dei prodotti, e che sicuramente avrebbero dovuto informarsi di più. E’ emerso anche che dialogando con i vari organi che hanno deciso questo cambiamento, come suggerito dalla signora, avrebbero potuto scegliere insieme i prodotti da inserire nei distributori automatici.
La seduta si è conclusa con il fissare alcuni aspetti che nel primo incontro gli studenti hanno potuto acquisire: come primo, che le regole sono importanti e fondamentali nei rapporti e che le persone hanno il diritto di essere informate, ma anche il dovere di informarsi; secondo aspetto, che i cittadini che sono lo Stato, siano responsabili delle regole.
Sicuramente è stato un primo incontro molto interessante, in cui si è potuto creare un dibattito istruttivo e civile, e in cui tutti hanno potuto esprimere la propria opinione e chiarire i propri dubbi. Si aspettano con ansia i prossimi due incontri per concludere questo percorso molto formativo.

13.4.11

Presentazione Progetto "Le mani in pasta" (primo incontro)

Venerdì 1^ aprile la classe 2^D dell’Istituto Tecnico Commerciale "Beltrami" ha svolto un'attività diversa dalla solita routine quotidiana. Nella loro aula gli studenti hanno potuto passare due ore con la Dott.ssa Simona Platé, una rappresentante della cooperativa Coop, che ha presentato il progetto "Le mani in pasta".
All'inizio ha parlato di come la Coop distribuisca nei propri punti vendita i prodotti delle Cooperative di Libera Terra, coltivati proprio sui terreni confiscati ai mafiosi.
Simona Platé ha proseguito spiegando la differenza fra essere persone legali o illegali e facendo riflettere i ragazzi sul concetto di “regola”.
Qui di seguito potrete vedere una mia presentazione dei contenuti del primo incontro. Per vedere la presentazione è necessario aver installato sul proprio computer il programma Windows Media Player.

2.4.11

Ancora sulla pratica del "copia e incolla"

Repubblica@Scuola ha proposto alle varie redazioni scolastiche di riflettere sul caso di un Ministro costretto alle dimissioni per avere copiato senza segnalarlo interi passaggi della propria tesi:

"Scoperto e accusato di plagio per la sua tesi di dottorato. In Germania, il responsabile del dicastero della Difesa lascia l’incarico dopo essere stato travolto dallo scandalo.
Scrivi cosa ne pensi o racconta una storia sul “copia e incolla”.
" [fonte]

Leggi gli articoli degli studenti. Come mai, secondo te, alcuni studenti italiani giustificano il comportamento del politico, al contrario evidentemente dell'opinione pubblica tedesca che ha preteso le dimissioni? Molti commentatori hanno messo in evidenza le differenze tra Paesi in cui "copiare e incollare" crea scandalo e altri in cui ciò non accadrebbe. Cosa ne pensi?

1.4.11

Ancora su: Copiare e incollare vs citare da una fonte

Nella scuola italiana, in genere, manca una fase preparatoria alla stesura del tema e dei compiti in classe di italiano.
Il giorno prestabilito dal docente, gli alunni si trovano di fronte una traccia su un argomento del tutto sconosciuto e devono “arrampicarsi sugli specchi” per scrivere qualcosa di sensato.
Questo modo di affrontare lo scritto è giudicato dai linguisti e dai pedagogisti molto negativamente in quanto finirebbe per alimentare un’abitudine tipica degli italiani: la vuota retorica, la ripetizione di affermazioni campate per aria, non documentate da dati di fatto, esempi concreti e prove. La persona/lo studente non ha idee, ma, dovendo aprire bocca/scrivere quattro colonne di foglio protocollo, non fa che ripetere dei luoghi comuni e cerca di “abbellirli” come può, con le armi –appunto- della retorica.
Contro questa impostazione didattica negativa si è impegnato anche il Ministero della Pubblica Istruzione quando, nel 1998, ha introdotto la tipologia B nella prima prova scritta ai “nuovi” esami di stato. In pratica, per 4 delle 7 tracce [le altre 3 riguardano tipologie diverse] lo studente riceve dei documenti sulla base dei quali elaborare un suo discorso.
Malauguratamente, molti studenti, anziché usare i documenti come base di partenza [e non di arrivo], si limitano a copiare interi periodi e fare una sorta di collage, oppure a riassumere i documenti. Ma non è affatto questo che ci si aspetta da loro!
Durante la correzione collegiale degli elaborati può capitare che qualche docente esclami “ma come è scritto bene!” senza rendersi conto che quel periodo NON è dello studente, ma di uno degli autori dei vari documenti forniti dal Ministero! Per di più, lo studente imbroglione, che fa unicamente leva sulla disattenzione del docente, NON usa le virgolette e spaccia per proprio il pensiero altrui! Talvolta capita addirittura che salti una parola dando alla frase un significato totalmente diverso e contrario al buonsenso!

Ma veniamo a un esempio concreto. Come primo approccio al testo argomentativo e per evitare che lo studente non sapesse cosa dire, un docente aveva pensato di premettere alla prova una fase di documentazione consistente nella lettura, analisi e discussione di due articoli che presentavano due posizioni antitetiche sul tema della meritocrazia nella scuola. Tuttavia, proprio per evitare il “copia e incolla” e la passiva ripetizione di frasi altrui, gli articoli analizzati e discussi in classe NON erano a disposizione degli studenti durante la prova.
Cosa hanno fatto allora alcuni? hanno studiato A MEMORIA gli articoli del “Corriere della Sera” e hanno trascritto interi passaggi! Il problema è che, non segnalando la cosa con frasi del tipo ‘Sul “Corriere della Sera” del 20 gennaio 2011 sono apparsi due articoli a firma di Maurizio Ferrera e Silvia Vegetti Finzi…’ e non mettendo all’inizio e alla fine delle citazioni le OBBLIGATORIE virgolette, hanno commesso il gravissimo errore di spacciare per propri testi altrui.
Nel caso dunque della documentazione fornita prima della prova di scrittura si poteva scrivere la seguente introduzione:

“La meritocrazia è un sistema in cui motivazione, talento e impegno individuale sono riconosciuti come valori, come doti che producono […] vantaggi per tutta la collettività. Per funzionare bene un sistema meritocratico necessita però di una “metrica”, di segnali chiari e visibili che accertino e premino il merito.” Così inizia un articolo di Maurizio Ferrera, apparso sul “Corriere della Sera “il 20 gennaio 2011.

Resta in ogni caso la questione di come abbia fatto lo studente a citare un periodo così lungo senza averlo davanti!
Meglio allora il citato metodo del riassunto:

Il “Corriere della Sera” del 20 gennaio 2011 presentava ai lettori due posizioni contrastanti: una a favore e una contraria alla proposta di premiare con denaro i migliori studenti. Maurizio Ferrera sosteneva che … Silvia Vegetti Finzi, invece, dichiarava che …
Io ritengo …


Siamo comunque ancora alla ripetizione di materiali forniti dal docente e non alla ripresa di documentazione reperita autonomamente dallo stesso studente.

Da tempo si discute di come introdurre la meritocrazia nella scuola. Uno studioso che si sta impegnando in tal senso è Roger Abravanel, il cui sito www.meritocrazia.it è molto seguito. Anch’io, a seguito della lettura di due articoli apparsi sul “Corriere” e dopo l’accesa discussione avuta in classe coi miei compagni, …

Per documentazione, infatti, si intende tutto l’ampio lavoro di accumulo di nozioni, letture, film, esperienze che lo studente fa A PARTIRE dalle lezioni, ma soprattutto a casa, in biblioteca, al cinema, a teatro, in viaggio. Possibile che lo studente non citi mai un romanzo; una discussione seria, avuta con adulti o coetanei; un’idea ascoltata durante una conferenza? Sono proprio i ragazzi che non si limitano allo stretto indispensabile, che approfondiscono, che riflettono, che PENSANO, a sapere scrivere cose interessanti e coinvolgenti per chi sta leggendo.

31.3.11

Educare alla legalità in Italiano scritto: Copiare e incollare vs citare da una fonte

L’accesso da parte degli studenti a un numero pressoché illimitato di documenti scritti in formato digitale rappresenta un enorme vantaggio per lo studio, ma pone anche alcuni gravi problemi.
Uno di questi è la possibilità, per ragazzi demotivati o poco corretti, di “copiare e incollare”, anziché sforzarsi di scrivere testi originali.
Ricorda che è un gravissimo errore spacciare per propri testi altrui.
Per vari motivi:
1. Si commette una scorrettezza nei confronti dell’insegnante, che occupa molto tempo per correggere e valutare il testo di un suo alunno. E’ come dirgli indirettamente: “ho così poca fiducia nella Sua intelligenza, nella Sua capacità di intuire che si tratta di un testo altrui, che non esito a imbrogliarla”.
Tieni a mente che, dopo aver letto milioni di testi di studenti [fai un rapido calcolo: media 3 classi = circa 90 studenti x n. di temi ogni anno x n. di anni di lavoro], un docente di italiano avverte immediatamente che le righe copiate non sono “farina del sacco” dello studente.
Inoltre capita spesso che il compagno di banco abbia copiato e incollato le stesse righe!
Con i motori di ricerca la possibilità di copiare dalla stessa fonte aumenta perché i vari motori mettono in primo piano i siti giudicati più autorevoli e gli studenti “si fiondano” immediatamente su quelle.
2. Si commette una grave scorrettezza nei confronti dei compagni. Essi sono stati ore e ore a sforzarsi di scrivere qualcosa di decente e, alla fine, magari, prendono un’insufficienza. Questa però è “meritata” e servirà allo studente per capire dove migliorare; viceversa un 8 dato a un testo copiato non servirà a nulla, è immeritato [lo stesso dicasi di chi si fa scrivere il testo da un genitore, fratello, tutor, ecc.]
3. Si commette una grave scorrettezza nei confronti della propria intelligenza. E’ inutile dire “io ho la testa ben fatta” se poi si ricorre a questi sotterfugi.
4. Si commette una gravissima scorrettezza, anzi una vera e propria illegalità, nei confronti dell’autore del testo, chiunque esso sia. Sebbene quest’ultimo, magari, non saprà mai che noi lo abbiamo “derubato”, la nostra azione è simile alla cosiddetta pirateria informatica che consiste nel copiare illegalmente file audio o video.
Tutto quanto abbiamo detto è cosa completamente diversa dal saper citare un testo, abilità che deve/può essere acquisita a scuola.
Regole da rispettare:
- usare le virgolette all’inizio e alla fine;
- non modificare in alcun modo il testo oppure segnalare con accorgimenti grafici le interpolazioni [esempio: (…), corsivo, / = a capo, ecc.];
- segnalare la fonte: autore, titolo del libro, pagina oppure sito internet.
Ricorda anche che riassumere con le proprie parole un articolo, citando la fonte, è indice di grande maturità da parte dello studente; gli insegnanti apprezzano l’uso di “autorità”, che è sempre segno della ampia cultura di uno studente.
Ricorda, per finire, che non tutti i siti internet sono attendibili: alcuni, come l'enciclopedia Wikipedia, basandosi sulla scrittura collaborativa, possono presentare voci eccellenti, magari scritte da un docente universitario, accanto a voci molto scadenti, piene di errori di punteggiatura e inesattezza perché scritte da un collaboratore qualsiasi.
Ricorda che anche i libri possono contenere errori e possono essere scritti male. Il proliferare di case editrici interessate unicamente a far soldi, l’ambizione sfrenata di alcuni se-dicenti “scrittori”, la scarsità di fondi, che induce alcuni editori a licenziare o non assumere correttori di bozze, fanno sì che il numero di errori “di stampa” o di errori dovuti all’ignoranza di chi scrive al pc stia aumentando incredibilmente. Una volta spacciato per proprio un testo altrui, lo studente deve anche assumersi la responsabilità dell’errore copiato!
Non copiare, neppure tra virgolette, frasi scorrette! Se proprio non puoi farne a meno, segnala con un ‘[sic]’ il fatto che ‘è proprio così’, che ti sei accorto che la tua fonte ha commesso un errore e tu non sei responsabile.

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Attività:

Rispondi, utilizzando l'opzione commenti, alle seguenti questioni:

- come mai sempre più studenti ricorrono al "copia e incolla"?
- secondo te, come viene percepita l'azione di spacciare per propri testi altrui? non è forse un furto plateale, di cui chiunque può rendersi conto? non è forse una forma di illegalità?