1.4.11

Ancora su: Copiare e incollare vs citare da una fonte

Nella scuola italiana, in genere, manca una fase preparatoria alla stesura del tema e dei compiti in classe di italiano.
Il giorno prestabilito dal docente, gli alunni si trovano di fronte una traccia su un argomento del tutto sconosciuto e devono “arrampicarsi sugli specchi” per scrivere qualcosa di sensato.
Questo modo di affrontare lo scritto è giudicato dai linguisti e dai pedagogisti molto negativamente in quanto finirebbe per alimentare un’abitudine tipica degli italiani: la vuota retorica, la ripetizione di affermazioni campate per aria, non documentate da dati di fatto, esempi concreti e prove. La persona/lo studente non ha idee, ma, dovendo aprire bocca/scrivere quattro colonne di foglio protocollo, non fa che ripetere dei luoghi comuni e cerca di “abbellirli” come può, con le armi –appunto- della retorica.
Contro questa impostazione didattica negativa si è impegnato anche il Ministero della Pubblica Istruzione quando, nel 1998, ha introdotto la tipologia B nella prima prova scritta ai “nuovi” esami di stato. In pratica, per 4 delle 7 tracce [le altre 3 riguardano tipologie diverse] lo studente riceve dei documenti sulla base dei quali elaborare un suo discorso.
Malauguratamente, molti studenti, anziché usare i documenti come base di partenza [e non di arrivo], si limitano a copiare interi periodi e fare una sorta di collage, oppure a riassumere i documenti. Ma non è affatto questo che ci si aspetta da loro!
Durante la correzione collegiale degli elaborati può capitare che qualche docente esclami “ma come è scritto bene!” senza rendersi conto che quel periodo NON è dello studente, ma di uno degli autori dei vari documenti forniti dal Ministero! Per di più, lo studente imbroglione, che fa unicamente leva sulla disattenzione del docente, NON usa le virgolette e spaccia per proprio il pensiero altrui! Talvolta capita addirittura che salti una parola dando alla frase un significato totalmente diverso e contrario al buonsenso!

Ma veniamo a un esempio concreto. Come primo approccio al testo argomentativo e per evitare che lo studente non sapesse cosa dire, un docente aveva pensato di premettere alla prova una fase di documentazione consistente nella lettura, analisi e discussione di due articoli che presentavano due posizioni antitetiche sul tema della meritocrazia nella scuola. Tuttavia, proprio per evitare il “copia e incolla” e la passiva ripetizione di frasi altrui, gli articoli analizzati e discussi in classe NON erano a disposizione degli studenti durante la prova.
Cosa hanno fatto allora alcuni? hanno studiato A MEMORIA gli articoli del “Corriere della Sera” e hanno trascritto interi passaggi! Il problema è che, non segnalando la cosa con frasi del tipo ‘Sul “Corriere della Sera” del 20 gennaio 2011 sono apparsi due articoli a firma di Maurizio Ferrera e Silvia Vegetti Finzi…’ e non mettendo all’inizio e alla fine delle citazioni le OBBLIGATORIE virgolette, hanno commesso il gravissimo errore di spacciare per propri testi altrui.
Nel caso dunque della documentazione fornita prima della prova di scrittura si poteva scrivere la seguente introduzione:

“La meritocrazia è un sistema in cui motivazione, talento e impegno individuale sono riconosciuti come valori, come doti che producono […] vantaggi per tutta la collettività. Per funzionare bene un sistema meritocratico necessita però di una “metrica”, di segnali chiari e visibili che accertino e premino il merito.” Così inizia un articolo di Maurizio Ferrera, apparso sul “Corriere della Sera “il 20 gennaio 2011.

Resta in ogni caso la questione di come abbia fatto lo studente a citare un periodo così lungo senza averlo davanti!
Meglio allora il citato metodo del riassunto:

Il “Corriere della Sera” del 20 gennaio 2011 presentava ai lettori due posizioni contrastanti: una a favore e una contraria alla proposta di premiare con denaro i migliori studenti. Maurizio Ferrera sosteneva che … Silvia Vegetti Finzi, invece, dichiarava che …
Io ritengo …


Siamo comunque ancora alla ripetizione di materiali forniti dal docente e non alla ripresa di documentazione reperita autonomamente dallo stesso studente.

Da tempo si discute di come introdurre la meritocrazia nella scuola. Uno studioso che si sta impegnando in tal senso è Roger Abravanel, il cui sito www.meritocrazia.it è molto seguito. Anch’io, a seguito della lettura di due articoli apparsi sul “Corriere” e dopo l’accesa discussione avuta in classe coi miei compagni, …

Per documentazione, infatti, si intende tutto l’ampio lavoro di accumulo di nozioni, letture, film, esperienze che lo studente fa A PARTIRE dalle lezioni, ma soprattutto a casa, in biblioteca, al cinema, a teatro, in viaggio. Possibile che lo studente non citi mai un romanzo; una discussione seria, avuta con adulti o coetanei; un’idea ascoltata durante una conferenza? Sono proprio i ragazzi che non si limitano allo stretto indispensabile, che approfondiscono, che riflettono, che PENSANO, a sapere scrivere cose interessanti e coinvolgenti per chi sta leggendo.

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